You are here:: Media News IL PRODUTTORE THOMAS LANGMANN (OSCAR® PER "THE ARTIST") PREMIATO A ISCHIA DA LUIGI ABETE, PRESIDENTE DI BNL - GRUPPO BNP PARIBAS E DI CINECITTA' STUDIOS. IL MANAGER FRANCESE INSIEME A TANTI COLLEGHI INTERNAZINOALI PRESIEDUTO AL V GLOBAL PRODUCTION SUMMIT
 
 

IL PRODUTTORE THOMAS LANGMANN (OSCAR® PER "THE ARTIST") PREMIATO A ISCHIA DA LUIGI ABETE, PRESIDENTE DI BNL - GRUPPO BNP PARIBAS E DI CINECITTA' STUDIOS. IL MANAGER FRANCESE INSIEME A TANTI COLLEGHI INTERNAZINOALI PRESIEDUTO AL V GLOBAL PRODUCTION SUMMIT

E-mail Print PDF

 

  

V GLOBAL PRODUCTION SUMMIT

Stati generali delle produzioni di cinema e tv

Proposte e analisi al tempo della crisi

Il mestiere di produttore di cinema e tv con le difficoltà della crisi, le differenze di normative per il sostegno alle opere nelle varie realtà europee, come la Francia e l'Italia, e le occasioni che offre l'industria cinematografica americana ai nuovi autori e alle nuove tecnologie. E' stata una discussione appassionata e ricca di interventi qualificati quella di stamattina all' Ischia Global Film Fest, per il V Global Production Summit che quest'anno è stato organizzato dal festival in collaborazione con l'Associazione Produttori Televisivi, che ha presentato ad Ischia anche gli ultimi dati relativi agli investimenti delle fiction e film tv italiani. Ad aprire i lavori, nella doppia veste di Presidente della BNL e presidente di Cinecittà Studios, è stato Luigi Abete: "Come presidente di Cinecittà credo che i nostri investimenti e il nostro piano di sviluppo, con la creazione anche di servizi a supporto delle produzioni, di cinema e televisione, possano incrementare notevolmente gli investitori internazionali che vengono a girare a Roma. La disinformazione che c'è stata su questa vicenda ha creato un allarmismo assurdo, visto che ciò che ci accingiamo a fare è creare le condizioni minime per essere competitivi con altre realtà, in Europa e non solo".

Aurelio De Laurentis ha parlato di creatività sprecata e di incapacità in Italia di valorizzare i propri talenti così come i propri tesori o i propri monumenti. "E' un paese immobile, dove ancora ci sono sovrintendenti burocrati, che invece di tutelare e valorizzare il territorio lo lasciano solo degradare. Io amo l'Italia e sono comunque ottimista, altrimenti non avrei messo in cantiere 20 film nei prossimi 20 mesi. Ma si fa sempre più fatica...".

Ha parlato della situazione in Francia Thomas Langmann, produttore di The Artis, il film super vincitore agli Oscar 2012. "Si parla sempre della Francia come di un importante modello di sostegno al cinema e alle opere d'intelletto. Infatti da noi il governo concede i contributi alle produzioni europee e straniere anche non francesi purché queste girino in Francia. E' un tipo di normativa molto utile e molto positiva per tutta l'industria cinematografica, temo che purtroppo con il nuovo governo non ci sarà più. Un film come "The Artist" non avrebbe mai trovato spazio dal punto di vista produttivo in Europa, è per questo che l'ho girato negli Stati Uniti, rinunciato al contributo".

La produttrice Grazia Volpi, reduce dall'enorme successo riscosso con i fratelli Taviani e il loro ultimo film "Cesare deve morire", ha parlato degli ingredienti necessari per questo lavoro: "La cosa fondamentale secondo me è l'entusiasmo, i fratelli Taviani per esempio avevano un progetto molto impegnativo che sulla carta poteva anche essere un flop nelle sale. Troppo difficile, una avventura complicata per un produttore. Fare un film in carcere con attori non professionisti era già di per se una cosa impegnativa, se non ci fosse stato l'entusiasmo, non saremmo arrivati dove siamo. Poi abbiamo trovato gente che ha creduto nei nostri progetti, come Nanni Moretti. Alla fine è andata benissimo, ma torno a dire senza entusiasmo non c'è cinema".

Mark Canton (che ha iniziato il suo intervento ricordando l'attore Richard Zanuck, scomparso stanotte, suo grande amico), ha parlato della sua casa di produzione. "Tutti dicono che faccio film commerciali e che non faccio film indipendenti, ma che vuol dire film indipendenti? Non esistono film indipendenti, tutti dipendendo da qualcosa, dalla distribuzione, dagli incassi, dal gradimento del pubblico. Fare cinema popolare ti consente anche di poter investire parallelamente in nuovi artisti. E' convinto invece che il problema finanziario è solo legato alle difficoltà di comunicazione il produttore Barri Navidi: banche e investitori spesso non conoscono il mondo del cinema, non ne comprendono il linguaggio. Allora bisogna cercare di far loro capire ciò in cui investono. Quando ho fatto il Mercante di Venezia ho dovuto aspettare, ma proprio questa attesa ha creato le condizioni per riuscire ad avere Al Pacino con me. Girare costa comunque molto, sia per i seriali sia per i film, e allora i produttori si spostano in quei paesi dove agevolazioni e location sono più abbordabili. aul Trijbits: io sono tedesco e vivo in Inghilterra, ma non conta perché oggi tutto il mercato del cinema si sta spostando, si va dove fare film costa meno, come la Romania o come Canada, Nuova Zelanda. Nicolas Chartier, produttore di Terry Gilliam si allinea: i costi di produzione, con la crisi si sono abbassati tantissimo e questo fa si che si producano un sacco di schifezze, ma fa anche in modo che le giovani generazioni abbiano più possibilità, se hanno prodotti buoni. Attualmente sto facendo un film in Romania con Terry Gilliam. Lì i costi di produzione sono bassissimi, io vivo a Los Angeles, ma quest'anno abbiamo girato solo un film lì, tutto il resto in Romania o comunque nell'est Europa". Le conclusioni sono state affidate a Riccardo Monti: l'industria del cinema è ancora una cosa fondamentale qui in Italia se si considera che attualmente ci lavorando 200.000 persone, anche perché è un'industria di contenuto, un'industria di cultura, ed eventi come questo festival sono fondamentali perché moltiplicano l'interesse per questo mondo e lo incentivano ad andare avanti. La cosa che stiamo cercando di fare con la nostra agenzia è proprio quella di concentrare le forze, di evitare dispersioni e speriamo che anche il governo faccia qualcosa in merito".

Il convegno è stato moderato da Valerio Caprara, critico cinematografico, docente di storia del cinema e presidente della Film Commission Regione Campania.

 
 
 
 

MEDIA PARTNERS

 

logo ecostampa