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MONICA BELLUCCI STELLA TRA LE STELLE DI ISCHIA GLOBAL 2012. PREMIO ATTRICE DELL'ANNO AL CASTIGLIONE E BAGNO DI FOLLA AL MIRAMARE E CASTELLO

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Benvenuti per il decimo anno a "Fantasy Island"

Benvenuti a "Fantasy Island", Ischia Global Fest.

L'isola verde ed il suo festival più apprezzato al mondo:, una combinazione che continua a sorprendere per la sua capacità di sedurre ogni genere di ospite: dagli intellettuali... ai fanatici della mondanità.

E proprio il saper coniugare l'interesse di ogni genere di partecipanti è il segreto che, in soli nove anni, ha reso il Global Film & Music Fest tra gli eventi più ambiti dell'estate cinematografica mondiale. Una manifestazione che cresce senza risentire in alcun modo della crisi, dei problemi che la circondano nel Mezzogiorno, delle perplessità di quanti non immaginavano tale successo, della concorrenza di eventi più o meno analoghi.

Quando si dice che i fatti sono più efficaci delle chiacchiere: è proprio così. L'Ischia Global Fest, pur non godendo di grandi mezzi e pur conservando la sua matrice "indipendente" si rinnova annualmente, con prestigio, grazie alla partecipazione degli artisti che si confermano i veri pilastri della manifestazione.

Rispetto a tanti eventi evanescenti e che si auto-celebrano, l'Ischia Global Fest è un modello di serietà ed affidabilità. E il suo principale segreto è che riesce ad essere costantemente alimentato dalla spinta di attori, registi, musicisti, produttori, addetti ai lavori che fanno a gara per apportare il proprio contributo propositivo nel passare innanzitutto la "buona parola" tra i colleghi.

L'Ischia Global prende e mantiene impegni dal 2003 con responsabilità. Ed è per questo motivo che, così come gli artisti, anche le istituzioni ed i privati che hanno modo di imbattersi anche per caso in una delle sue giornate, restano coinvolti al punto tale da diventarne fan e sostenitori.

Uno su tutti è Luigi Abete, presidente di BNL - Gruppo BNP PARIBAS e di Cinecittà Studios che, notoriamente è schivo nel frequentare festival e affini. Quattro anni fa Abete fu invitato a scoprire il Global Fest e da allora è diventato tra i principali sostenitori del suo format, convinto che si può fare business culturale in generale e cinematografico e musicale in particolare, anche in riva al mare. E' qui che si riesce a socializzare off record con tanti "Players" dell'arte cinematografica e magari a fare mercato senza barriere di sorta (come è stato per Lee Daniels che a Ischia a conosciuto il produttore Lee Daniels con cui ha poi realizzato The Paperboy in concorso a Cannes 2012). E' qui che si creano le basi per nuovi scenari artistici inimmaginabili sulla carta. E come lui, ad essere convinti delle prerogative positive di Ischia, sono il top management di altre aziende convinte della capacità strategica di attrattore turistico che ricopre il Global Fest. Di tutto ciò bisogna essere grati innanzitutto alla famiglia Carriero che ha creduto sin dal 2003 della bontà del progetto coinvolgendo il suo eccellente staff del Regina Isabella. Poi alla Direzione Generale Cinema del Mibac che l'ha sostenuto dal primo momento, ed alla Camera di Commercio, determinata sull'importanza di allargare i confini locali dei progetti ad universi globali.

Un ultimo saluto va agli amici del Board (in particolar modo ai personaggi presenti a Cannes Marina Cicogna, William Monahan, Avi Lerner, Fulvio Lucisano, Paolo Del Brocco) sempre vicini per battaglie all'insegna dei contenuti e della qualità al fianco dei nuovi chairperson Paula Wagner e Rick Nicita, del presidente Trudie Styler e del paladino dei diritti umani Paul Haggis in prima linea in America così come ovunque nel mondo nel nome di Ischia.

PASCAL VICEDOMINI

Fondatore e produttore Ischia Global Fest

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MONICA BELLUCCI ALL'ISCHIA GLOBAL FILM & MUSIC FEST

CONFERENZA STAMPA, MODERATA DA PASCAL VICEDOMINI

È la tua prima volta a Ischia?

Sì, la mia prima volta e mi piace un sacco, mi dispiace di restare qui solo due giorni, ma sono sicura che tornerò in vacanza Ho detto subito di sì perché ero curiosa, ero in Italia e e mi sono detta 'perché no?'.

Il festival alla sua decima edizione quest'anno ha dedicato un omaggio a Liz Taylor, una diva straordinaria...come te che sei l'attrice che il mondo ci invidia...

Lascia stare... e poi oggi secondo me la parola diva non si può più usare. Prima il mondo del cinema creava un distacco tra vita reale e sogno, chi ci lavorava era considerata un'icona, oggi è diverso. Io comunque non voglio essere un'icona, voglio essere una brava attrice.

A che punto sei della tua carriera? Cosa cerchi? Cosa stai facendo?

Sono soddisfatta. Ho da poco finito questo film dal titolo Rhino Season (La stagione del rinoceronte) con il regista iraniano Bahman Gobhadi. E per me è una grandissima ricchezza lavorare con registi che appartengono a culture diverse. Il film lo abbiamo girato a Istanbul perché Gobhadi dopo il suo ultimo film, 'I gatti persiani' presentato a Cannes nel 2009 non può più rientrare in Iran.

Cosa pensi dei Festival, di queste occasioni di incontro?

I Festival sono incontri internazionali forti in cui si sta a contatto con gli altri, come dicevo prima con le diverse culture. E poi ai Festival succede una cosa importantissima, anche i film più piccoli, quelli che non avrebbero mai avuto possibilità di essere visti da così tante persone, hanno invece una visibilità internazionale, come a Venezia, a Cannes.

Torniamo ai tuoi impegni, ai film che stai facendo.

Da pochissimo ho finito di girare un film in Francia diretto da Dàniele Thompson una regista francese di talento. Scrive commedie eleganti, ma che raccontano la realtà. È stata una bella esperienza che mi ha arricchito molto, anche perché di solito quella dei registi è molto una realtà al maschile, le donne hanno un modo diverso di raccontare le cose.

Cosa pensa della situazione di estrema crisi di Cinecittà?

Ciò che accade oggi a Cinecittà non è altro che la conseguenza logica della crisi economica mondiale. Cinecittà per me è un grandissimo patrimonio italiano, per molti è un sogno e se perde di forza e di importanza è triste. La cosa più triste è che così tutta la creatività che abbiamo qui in Italia, tutti i talenti che vorrebbero emergere, non hanno modo di farlo. Se non ci sono film, come li scopriamo i nuovi talenti?

Qui in Italia hanno fatto molto scalpore le sue dichiarazioni sulla chirurgia estetica...

Ma io non ho detto niente... la verità è che io odio fare la maestrina, quindi ho semplicemente detto che ognuno è libero di fare quel che vuole, nel senso che io conosco gente che facendo piccoli ritocchi è stata meglio, quindi perché no? E comunque è un discorso molto complesso e soggettivo. Rincorrere un modello di giovinezza, cosa tra l'altro impossibile, è spesso lo specchio di chi non sta a proprio agio con se stesso. Io convivo ancora bene con le mie rughe, non so fra dieci anni. Per ora accetto il passare del tempo, secondo me si deve andare incontro alla morte accettando la vita.

Negli ultimi anni la tendenza è quella di rivalutare le donne un po' più in la con l'età, diciamo non più giovanissime, cosa pensa di questa tendenza?

Forse c'è un rispetto per la donna che sta venendo più fuori. Quando si perde la bellezza della gioventù, quella che in Francia chiamano 'du diable', esce fuori un altro tipo di bellezza. E secondo me lavorando su di sé come donna si arriva ad essere molto belle anche quando non si è più giovanissime. Anche perché sono due tipi di bellezze diversissime. A 40 anni non si ha più voglia di suscitare quel tipo di attenzioni che si ama suscitare negli uomini a 20. Chi lo vuol ancora ha un serio problema di immaturità.

Abbiamo parlato di Cinecittà, in Francia com'è la situazione?

La Francia è un paese diversissimo dall'Italia, sotto un sacco di punti di vista. Ma una cosa è certa, lì lo stato è presente e protegge attentamente tutto ciò che riguarda la cultura, almeno per il momento. Ma che la situazione sia diversa lo dimostra la mole di film che produce la Francia ogni anno, 250, rispetto ai miseri 50 prodotti in Italia.

Perché lavora poco in Italia?

Ma io mi sento molto legata all'Italia e appena ne ho la possibilità torno qui. Se mi propongono qualcosa di giusto per me, qualcosa che mi piaccia, non ci penso due volte a tornare. 

 
 
 
 

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