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VIRGINIA MADSEN E TRUDIE STYLER PREMIANO LA CARRIERA DI CARLO ED ENRICO VANZINA AL RANGIO FELLONE. SERATA DA SOGNO A ISCHIA PORTO NEL MITO DELLA COMMEDIA ALL’ITALIANA

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WORLD SCRIPT MARKET, SCRIVERE IL CINEMA

AD ISCHIA GLOBAL TERRY GILLIAM, SIMON CURTIS, CARLO ED ENRICO VANZINA

 Moderato dallo scrittore e sceneggiatore Andrea Purgatori si è tenuto all'Ischia Global Film & Music Fest il tradizionale incontro dedicato alla sceneggiatura nel cinema, con la partecipazione dei registi Terry Gilliam e Simon Curtis e i fratelli Vanzina. Centrale nella discussione di quest'anno, il rapporto tra l'opera scritta e le esigenze del mercato, "Il modo peggiore per iniziare a scrivere un film è farlo guardando solo a chi è diretto, al target di riferimento – ha detto Purgatori introducendo la discussione -. Rendo conto che negli ultimi tempi mi piacciono solo film che non hanno successo". Scrivere guardando la realtà e cogliendone i suoi lati drammatici e al tempo comicie è invece per Enrico Vanzina il segreto di grandi successi italiani come "I soliti ignoti". "Una cosa da non fare è cercare di accattivarsi il pubblico con dei falsi moralismi. Nella grande commedia gli autori erano spesso dalla parte dei cattivi, e in ogni caso non bisogna mai dimenticare di dare spazio e dignità a tutti i personaggi" ha sottolineato."Io non so cosa significa rispettare un target – ha detto con la solita ironia il geniale Terry Gilliam - . Sono davvero fortunato. Faccio sempre i film che voglio fare e guadagno anche molti soldi. In realtà ho sempre avuto molto tempo per pensare. Tra un film e un altro aspettavo il momento più propizio e l'ispirazione. Tutti dovrebbero fare così".

Purgatori ha continuato la discussione parlando della tendenza di fare film tratti da libri di successo. "E' così da sempre se vogliamo, bisogna però vedere di che genere di libri si sta parlando e a che pubblico sono rivolti, e fare in modo che questo non uccida la creatività", ha detto Gilliam. Anche Vanzina commenta: "Questo atteggiamento è tipicamente anglosassone, noi italiani, invece siamo più propensi alle idee originali. Il vero problema di questa tendenza è che spesso i libri sono scritti con la consapevolezza che diventeranno un film. Sono tutti delle fotocopie, sono operazioni di fusione fredda delle informazioni. Non ci sono più grandi romanzieri, non c'è più una letteratura personale e non c'è più il cinema che cerca la letteratura, ma è la letterature che cerca il cinema".

Sul rapporto invece tra televisione e cinema è intervenuto Simon Curtis: "La tendenza si sta invertendo se prima il cinema disprezzava le produzioni destinate alla televisone, ora c'è un interscambio e spesso alcuni prodotti televisivi sono molto più meritevoli di quelli cinematografici, e c'è un sacco di gente che vive aspettando di vedere alcuni programmi o serie televisive" .

Ad Enrico Vanzina la chiusura dei lavori, citando Furio Scarpelli che diceva: "in Italia non abbiamo gli stessi soldi che hanno gli americani per girare i film, siamo quindi condannati alla genialità".

Nella foto: Virginia Madsen, Carlo ed Enrico Vanzina, Trudie Styler

 
 
 
 
   

 

 

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